












Immagini sparse nella memoria...
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l’insofferenza dei fans è sfociata in un sito che, non solo critica Daniel Craig, ma progetta un vero e proprio boicottaggio del film, con tanto di petizione per far tornare il bel Pierce.
Come tutti i quotidiani che si rispettino, anche noi vogliamo commentare la notte degli oscar con un giorno di ritardo. L'unica differenza è che i sopracitati giornali lo fanno per evidenti problemi di logistica (la cerimonia parte a stampa abbondantemente iniziata), noi per pigrizia. Ha vinto "Crash", bellissimo film di storie incastrate e drammaticamente vissute all'interno di una Los Angeles sempre più priva di angeli (il film non l'ho visto e ringrazio Andrea A. per il sintetico commento fattomi qualke mese fa). Ha vinto "I segreti di Brokeback mountain", o meglio ha vinto Ang Lee, che sembrava essere più sorridente a Venezia. Ha vinto Philip Seymour Hoffman, senza sorprendere nessuno dato che da mesi le lodi per la sua performance si potevano leggere ovunque anche sul cartone del latte. Quindi tutti felici e contenti? No, non proprio. In verità il miglior Film, "Crash", per l'appunto, merita sicuramente un riconoscimento, il suo sceneggiatore/regista con "Million Dollar Baby" aveva già dimostrato di essere un acuto e sottile scrittore, capace di cogliere il dramma vero senza cadere nel patetismo, qui dimostra anche la sua bravura di regista. Ma ci siamo dimenticati di cosa può significare socialmente un film. I Cowboy gay di Ang Lee, oltre che lasciare il segno a Venezia, avevano aperto una forte polemica in America, soprattutto in stati dove il bigottismo è ancora la parte dominante del pensiero comune, dove si pensa al diverso con timore e razzismo. Il bellissimo Munich di Steven Spielberg, candidato anche lui per le maggiori statuette, rifletteva un dramma mondiale come quello del conflitto palestinese, di un attualità disarmante, è un film con un peso enorme, pervaso da un messaggio di forte riluttanza verso una situazione che degenera con gli anni e che il resto del mondo sembra ignorare come un fastidioso prurito. Infine Clooney con "Good Night, and Good Luck", che sicuramente era il film più scomodo per una Hollywood che ancora fatica ad ammettere i propri errori; un film che denuncia la macchia più nera della terra dei sogni americana, ma che, come si è visto, è incapace di migliorarsi. Il mio quesito, quindi, si riflette nella lista dei vincitori, non per demeriti di quest'ultimi, ma per il significato che poteva avere una premiazione diversa e più coraggiosa. Ancora una volta, un'occasione mancata. 
no percorrere chilometri per sciare, sfruttiamo l'occasione!!Prima che smetta!Vi aspetto!Io dopo i doveri da ufficio, i legami sociali che ancora mi bloccano..passerò il we a cercare anfratti, angoli e spiazzi dove costruire, inventare e saltare!
ndiviso con l'intero cast. Nel 1996 due grandi film: "Fratelli" di A.Ferrara, forse la sua migliore performance, straziante, deviato prototipo di un anti eroe romantico che non può evitare il suo tragico e bastardo destino (un film che consiglio a tutti coloro che non l'hanno mai visto); "Scomodi Omicidi" di Lee Tamaori, un noir delicato, un gioco di tensione dialogata e vorticosa, al fianco di Nick Nolte. Poi camei, apparizioni, altri ruoli da cattivo malinconico e finto buono, mai una netta distinzione, mai salvato e mai da salvare veramente. Una carriera veloce e fitta, con più di 30 film all'attivo. Un vero professionista, un'attore che non lascia nulla di incompleto in ogni suo personaggio, dal più impegnato alla superflua presenza, alla compa
rsa sullo sfondo. Per chi scrive, la sua presenza in un film era motivo di visione. Ieri si è spento un volto di contorno per la massa, un nome sconosciuto abbinato ad un cognome noto. Per il cinema (e per chi lo ama) mancherà una persona eccezzionale, capace di illuminare un set senza farsi riconoscere, senza invadere. Lo ricorderemo sempre con la tuta violetta ed i capelli arruffati, incontrollabili, come la sua voglia di cinema. 
montaggio. Chissà, magari tra qualche anno verrà nuovamente rivalutato, come tutti i suoi padri anni '80.

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uant’altro divennero strumenti, mezzi per la gioia, per la soddisfazione di ognuno di loro. Altri giovani cavalieri, con i loro destrieri si aggiunsero all’allegra brigata. Altre nuove strade vennero seguite, ma il risultato fu lo stesso, vittoria. Riprendere a volare è una sensazione definitiva. Vivere una giornata sfidando (rispettando) la natura, i suoi modi ed i suoi tempi. Assecondarla, come un’amica che non ti lascia se la rispetti. Viverla respirandone i piaceri, gli umori, gli odori. Dissetarsi con un pugno di neve, sdraiarsi con la schiena appoggiata ad un albero secolare ammirando il bianco delle valli farsi spazio nella tundra.
assa marea durante il tramonto, l’ora dell’aperitivo finisce e mentre ti chiedi come mai non hai ancora mangiato, altre luci prendono il posto del sole e la notte si fa giorno in una macchina in giro per Milano. Altre chiacchiere continuano, cambia la compagnia (piacevole e fugace, nella speranza di ripetersi!), ma non smette di persistere quella gradevole sensazione di piacere. E’ come ritrovare qualcosa che cerchi da molto e sai di non averlo perso ma che, tuttavia, non ricordi dov’è. Poi, sbadatamente, senza troppo pensarci, spunta quando meno te lo aspetti.
rimane) tamburella senza sosta!




azionalità. Tra lui ed il Duca, l'unica differenza è che Jena non ha ancora passato il confine con la pazzia, mentre l'altro vive in una completa megalomania. Nella prigione metropoli i ruoli sociali sono invertiti: il presidente diventa schiavo/giullare, il Duca offre una versione deviata e iconoclasta dello stesso leader. Mitico Lee Van Cleef nel cameo del generale che conosce e sfrutta Plinski. Nella versione originale Jena era Snake. Frasi da ricordare:





sano garantirgli ulteriori introiti, inguaiare chi li sostituirà (e se dovessero essere di nuovo loro?), giustificare le proprie scelte negli ultimi anni, decifrare e tergiversare su contratti fatti in TV contenenti più promesse che speranze, autolesionarsi (l’ho già scritto?). Non creando nulla. Oddio, forse è meglio non pensarci, cercare la DeFilippi su qualsiasi canale e resistere. Il Grande Fratello sta tornando!