mercoledì, marzo 08, 2006

Passaggi di tempo










Immagini sparse nella memoria...




Bond, James Bond


Se il buongiorno si vede dal mattino, il cielo sopra la produzione di “007: Casinò Royal” dev’essere terso di nuvole gonfie minacciose di tempesta. Il remake del celeberrimo film dell’agente segreto più amato da sua maestà, rischia di diventare un caso ancor prima dell’uscita nelle sale. Il bandolo della matassa? Ovviamente la scelta di Daniel Craig come protagonista della pellicola. Il biondo attore Inglese, dopo le eccellenti prove in The Pusher, The Mother e Munich, è stato da tempo scelto come erede del fu Pierce Brosnan nelle vesti di James Bond. Ma la vera notizia è l’effetto domino avuto nel mondo intransigente dei suoi agguerriti fans. Fin dalle prime indiscrezioni che lo davano come papabile alla guida della nuova bond mobile, i commenti in rete e le critiche da parte del pubblico insoddisfatto si erano fatte largo tra le notizie riguardanti il film. La situazione non è certo migliorata con l’inizio delle riprese. I produttori, infatti, speravano che le acque si potessero calmare con nuove divulgazioni relative alla sceneggiatura ed agli altri componenti del cast, non ultima la nuova bond girl, sempre attesissima, che sarà la giovane Eva Green, di Bertulucciana memoria ed ora su tutti i teleschermi come volto Brail. Ma il destino aveva ben altri progetti! Invece che ricevere news e fotoclip dal set, i bondiani si sono trovati a dover digerire tutte le gaffes che il buon Daniel combinava sul set. E’ più volte caduto ed inciampato nelle scene più movimentate, in una delle quale sembra si sia rotto due denti, fatto che ha poi “costretto” il suo dentista a volare da Londra sul set per riportare “il sorriso” sul volto dell’attore. Si è ammalato diverse volte a causa di correnti d’aria dovute alle ambientazioni del plot e, non per causa sua ma contribuisce alla figura sfigata che ne sta uscendo, James Bond, in questo nuovo capitolo, non fuma più. Capisco il messaggio salutare che se ne può trarre, ma 007 è un personaggio che vive dei suoi stereotipi e della sua immagine. Se si assume un attore biondo, con una faccia ruvida, vissuta, che il pubblico già non gradisce prima ancora di vederlo in azione e che, poi, quando in azione ci va e rimedia figure da Bagaglino…che diamine!!Cosa vuoi che sia una sigaretta? Nel frattempo l’insofferenza dei fans è sfociata in un sito che, non solo critica Daniel Craig, ma progetta un vero e proprio boicottaggio del film, con tanto di petizione per far tornare il bel Pierce.
Di certo Craig non è adatto per il ruolo, ma una lancia a sua favore la vorremmo spezzare (ne servirebbero un quintale però), è un bravo attore, di quelli che vive il ruolo, probabilmente migliore di chi lo ha preceduto. Tuttavia la classe non è acqua, è un Martini secco agitato, non mescolato.

martedì, marzo 07, 2006

Welcome!!!!


La famiglia si allarga. E' con enorme piacere che saluto e accolgo un nuovo graditissimo amico nella famiglia dei bloggers di mia conoscena: Goetz!!!Ovviamente il suo nome rimarrà questo poichè è l'unico presente sul Blog, "Inverno Muto". Adesso nei Link a lato lo troverete sempre presente, quindi carissimo amico posso assicurarti la lettura dei tuoi deliri da parte dei miei due / tre lettori (Potter, io e la mia parte malata ed insana)...W la Family!!!

Altro giro.....stessa corsa!

Come tutti i quotidiani che si rispettino, anche noi vogliamo commentare la notte degli oscar con un giorno di ritardo. L'unica differenza è che i sopracitati giornali lo fanno per evidenti problemi di logistica (la cerimonia parte a stampa abbondantemente iniziata), noi per pigrizia. Ha vinto "Crash", bellissimo film di storie incastrate e drammaticamente vissute all'interno di una Los Angeles sempre più priva di angeli (il film non l'ho visto e ringrazio Andrea A. per il sintetico commento fattomi qualke mese fa). Ha vinto "I segreti di Brokeback mountain", o meglio ha vinto Ang Lee, che sembrava essere più sorridente a Venezia. Ha vinto Philip Seymour Hoffman, senza sorprendere nessuno dato che da mesi le lodi per la sua performance si potevano leggere ovunque anche sul cartone del latte. Quindi tutti felici e contenti? No, non proprio. In verità il miglior Film, "Crash", per l'appunto, merita sicuramente un riconoscimento, il suo sceneggiatore/regista con "Million Dollar Baby" aveva già dimostrato di essere un acuto e sottile scrittore, capace di cogliere il dramma vero senza cadere nel patetismo, qui dimostra anche la sua bravura di regista. Ma ci siamo dimenticati di cosa può significare socialmente un film. I Cowboy gay di Ang Lee, oltre che lasciare il segno a Venezia, avevano aperto una forte polemica in America, soprattutto in stati dove il bigottismo è ancora la parte dominante del pensiero comune, dove si pensa al diverso con timore e razzismo. Il bellissimo Munich di Steven Spielberg, candidato anche lui per le maggiori statuette, rifletteva un dramma mondiale come quello del conflitto palestinese, di un attualità disarmante, è un film con un peso enorme, pervaso da un messaggio di forte riluttanza verso una situazione che degenera con gli anni e che il resto del mondo sembra ignorare come un fastidioso prurito. Infine Clooney con "Good Night, and Good Luck", che sicuramente era il film più scomodo per una Hollywood che ancora fatica ad ammettere i propri errori; un film che denuncia la macchia più nera della terra dei sogni americana, ma che, come si è visto, è incapace di migliorarsi. Il mio quesito, quindi, si riflette nella lista dei vincitori, non per demeriti di quest'ultimi, ma per il significato che poteva avere una premiazione diversa e più coraggiosa. Ancora una volta, un'occasione mancata.

venerdì, febbraio 17, 2006

VOGLIO ANDARMENE DA QUI!!

Volevo riprendere l'agiornamento del Blog descrivendo la meravigliosa settimana bianca passata in Val Gardena, ma una notizia letta sulla Repubblica ha colpito la mia attenzione, la mia indignazione e minato nuovamente la fragile considerazione dello stato in cui viviamo. La cassazione, in seguito ad un'inchiesta per stupro, ha dato ragione alla difesa dello stupratore che s'appellava alla non verginità della vittima adducendo che il danno è minore nel caso specifico. Prima di tutto un giudice sano di mente avrebbe sospeso il processo nel momento in cui l'accusato se ne fosse uscito con una frase del genere, magari ordinandi alla guardia di turno di malmenarlo per la fesseria appena pronunciata. Inoltre,nel caso in cui il giudice si fosse rivelato una persona pacata, la condanna avrebbe dovuto seguire il suo corso naturale. Invece tutto l'opposto!..Ma è mai possibile una sentenza del genere?..io ancora fatico a crederlo!Altro che condannare questo o quel politico, altro che scioperi di toghe!Qui si deve intervenire drasticamente!..Lo stupro è meno grave se la vittima non è più vergine???!!!Ma stiamo parlando di un film di Petri o che cosa?...E' realtà questa?...Lo stupro è prima di tutto una violenza morale e mentale, un'invasione nella più intima delle scelte di un'adolescente. Che sia la prima, la seconda o la decima volta non conta affatto. Non scherziamo!!!Questi ( e altri) giudici dovrebbero essere RADIATI!!!!..Non esiste scusa, fraintendimento o cavillo legale che permetta una giustificazione minima ad una sentenza del genere.Sono INORRIDITO e SCHIFATO!..Basta!Boicottiamo questo nuovo pensiero che si sta sviluppando: l'IGNORANZA!!!!!!

martedì, gennaio 31, 2006

Oscar 2006:MA PERCHE'????????

Oggi (31/01/2006) sono state rese note le candidature degli oscar 2006. Tenendo presente che per chi scrive questa manifestazione ha perso importanza da circa 15/20 anni (da quando il razocinio si è evoluto neol mio cervello), le candidature di questa edizione sono da film comico. Mi vengono in mente quelle finte di "In&Out". Le chicche? Beh, sicuramente Keira Knightley (Pride and Prejudice), non tanto per la sua interpretazione, dato che il film ancora non l'ho visto (e dubito lo vedrò), ma perchè l'attrice certo non è la Marlene Dietrich del nuovo millennio, anzi, sembra una versione ripulita di Wynona Rider, inoltre per un film che è l'ennesima trasposizione del romanzo di Jane Austin (SCUSACI...OH JANE....noi vere colpe non le abbiamo...). William Hurt per "A History of Violence", perche?...Ma come diavolo si fa a candidare per la categoria attore non protagonista, un personaggio che rimane in scena si e no dieci minuti?!?!? Facciamo una nuova categoria, miglior Cammeo...Ma il vero colpo basso alla nostra tolleranza è il film straniero. Dopo aver rifiutato capolavori come "Buongiorno, Notte" e "Le Chiavi di casa", viene candidato "La Bestia nel cuore"!!!!!MA PERCHE'?????Il film già aveva avuto una botta di...ehm...fortuna a Venezia con la coppa Volpi alla monoespressivachepiùnonsipuò Giovanna Mezzoziorno, ora rappresenterà l'Italia agli oscar. Beh, caro Benigni il tuo sforzo è appena stato dissipato, Fellini, anche tu, come Jane non offenderti, guarda Berlino, Cannes o Venezia, ma non guardare la notte degli Oscar, te prego!!!!!...Ora che Muccino ha varcato la soglia di Hollywood e la Mezzogiorno calcherà la passerella rossa tanto ambita in America, perderemo anche lo slogan "Spaghetti pizza mandolino"...SIGH!!!!...che artistica tristezza...manca solo Accorsi e siamo a posto!.....

venerdì, gennaio 27, 2006

...una pala, una tavola...e tanta neve!!!


Scende giù dal ciel...BIANCA!....
Eccola qui!..Una vera nevicata! Ed ora?Beh se fossi uno dei tanti lamentosi personaggi della metropolitana, che ritengono una nevicata la fine del mondo, l'apocalisse, probabilmente starei in un supermercato per procurarmi più viveri possibili.Ma non è così che mi sento.Altro che apocalisse, è il risveglio di una sopita abitudine invernale. Finalmente torna a nevicare a Gennaio!Che diamine, erano anni che non succedeva così pesantemente!Quindi adesso, armiamoci di pale, andiamo in un campo, in un giardino, ai bordi di un tornante, ovunque e costruiamo jump, salti, voli chiamateli come volete, ma facciamolo!Liberiamo la nostra voglia di ride, rail and fly!Per una volta che non si devono percorrere chilometri per sciare, sfruttiamo l'occasione!!Prima che smetta!Vi aspetto!Io dopo i doveri da ufficio, i legami sociali che ancora mi bloccano..passerò il we a cercare anfratti, angoli e spiazzi dove costruire, inventare e saltare!
Feel your passion!!!!!

giovedì, gennaio 26, 2006

...voglio solo sapere cosa cazzo succede qui...


Ci sono attori che cavalcano l'onda della notorietà con ciclica frequenza, fissando nell'immaginario degli spettatori una loro particolare caratteristica, che può riguardare la bellezza, la bravura, un particolare ruolo carismatico, la vita privata. Esistono però, fortunatamente, anche attori meno noti, volti meno riconoscibili con nomi mai sentiti, che regalano interpretazioni magistrali, caratterizzazioni geniali, personaggi "cuciti su misura". In un mondo del cinema dove il caratterista ora mai tende a scomparire, a sminuire la sua funzionalità, la morte di Chris Penn ci lascia maggiormente malinconici. Fratello del più conosciuto Sean, più giovane di lui di due anni e appartenente ad una famiglia legata la mondo dell'arte cinematografica e musicale, compare giovanissimo nel bellissimo e coppoliano "Rusty il selvaggio", per poi partecipare a film come "Footlose", "Il cavaliere pallido", "A distanza ravvicinata" (con il fratello Sean), "Il ritorno dal fiume kwai". Poi Tarantino (che non sceglie mai a caso i suoi attori) lo recluta nel cast de "Le Iene", nella parte del figlio del Boss, amico del maniaco folle interpretato da Madsen (Mr Blonde), ruolo che "indossa" alla perfezione donandogli uno spessore che perfettamente si integra con il resto della banda di delinquenti in giacca e cravatta. Prosegue con ruoli più o meno primari in altri film fino al 1993 quando, con il film "America oggi" di R. Altman, riceve un premio speciale per l'interpretazione, condiviso con l'intero cast. Nel 1996 due grandi film: "Fratelli" di A.Ferrara, forse la sua migliore performance, straziante, deviato prototipo di un anti eroe romantico che non può evitare il suo tragico e bastardo destino (un film che consiglio a tutti coloro che non l'hanno mai visto); "Scomodi Omicidi" di Lee Tamaori, un noir delicato, un gioco di tensione dialogata e vorticosa, al fianco di Nick Nolte. Poi camei, apparizioni, altri ruoli da cattivo malinconico e finto buono, mai una netta distinzione, mai salvato e mai da salvare veramente. Una carriera veloce e fitta, con più di 30 film all'attivo. Un vero professionista, un'attore che non lascia nulla di incompleto in ogni suo personaggio, dal più impegnato alla superflua presenza, alla comparsa sullo sfondo. Per chi scrive, la sua presenza in un film era motivo di visione. Ieri si è spento un volto di contorno per la massa, un nome sconosciuto abbinato ad un cognome noto. Per il cinema (e per chi lo ama) mancherà una persona eccezzionale, capace di illuminare un set senza farsi riconoscere, senza invadere. Lo ricorderemo sempre con la tuta violetta ed i capelli arruffati, incontrollabili, come la sua voglia di cinema.

lunedì, gennaio 23, 2006

Viulenzaaa!



Ebbene sì!!Sono andato a vedere un film di Vanzina al cinema!..No non mi vergogno!Certo che ero nel pieno delle mie facoltà mentali!..Ovvio che camminavo da solo e che nessuno mi ha legato!..Ma è mai possibile che non possa vedermi un film di questo livello che subito vengo additato dalla mia coscienza artistica (che di solito si materializza nel pensiero del mio amico/cane potter)!!!..E l'occasione è stata gradita per il ritorno del "trio" più tifoso che conosca il cinema italiano della commedia anni 80: Donato, Franco ed il mitico Tirzan. Eccoli, infiniti lustri dopo, nuovamente alle prese con terribili ed interminabili traversie per le loro amate squadre del cuore: Milan, Inter e Juventus. Con storie diverse ma dal comune denominatore, il calcio, i tre stralunati personaggi si fiondano in un Italia fatta di luoghi comuni (liti fra "cugini" calcistici, parabole ovunque, tradimenti, soldi da restituire, mafia, fosse,ect..) ma nella quale in molti, senza troppe menzogne, vi si rispecchiano. Il problema fondamentale del film, che lo declassa rispetto al primo capitolo, sta nel suo attore principale: Diego Abatantuono non è più il Ras di una volta, ora è un attore vero. Il personaggio interpretato circa vent'anni fa è stato il suo viatico per il successo cinematografico (anche se c'è voluto un coraggiosissimo Avati per riscoprirlo), ora risulta interpretato, non più vissuto. L'attore milanese è molto bravo negli atteggiamenti, nelle smorfie e negli sguardi delle sue tre creazioni, ma troppo accademico, troppo ricercato. Non sente più suo il personaggio e ciò crea nello spettatore, attimi d'imbarazzo, quando, per esempio, l'accento di Donato (il milanista) sembra perdersi in qualche battuta e sembra di sentire Diego l'opinionista a controcampo. Un fatto inevitabile, questo, dato che ora l'attore è conosciuto per ruoli più impegnati e più intensi. Tuttavia una leggera sensazione di malinconia ci prende guardando questo film, soprattutto con la canzone che introduce i titoli iniziali e di coda (anche se sapete già di quale canzone si parla non ve lo dico). Attimi di sorriso ci sono, per carità, come i dialoghi inimitabili tra Donato e Ginevra (AnnaMaria Barbera), un susseguirsi di vocaboli errati e costruzioni verbali che nemmeno Biscardi sarebbe in grado di replicare (tanto da chiedersi come possano capirsi); la presenza di Nino Frassica è sempre piacevole. E' certamente meglio di qualsiasi DeSica&Boldi a Natale, ma alla fine, sulla bilancia del divertimento, il braccio della noia è più pesante. Molte scene di dialogo, per un film di questo tipo, andrebbero tagliate in fase di montaggio. Chissà, magari tra qualche anno verrà nuovamente rivalutato, come tutti i suoi padri anni '80.
Ok..ok, hai ragione!Di certo non consiglio la visione al cinema (nemmeno per i fanatici del primo imperdibile capitolo), ma a casa in poltrona per una serata tra amici e vecchie glorie, può passare. Se, poi, c'è qualche tifoso interista insieme a voi è ancora più divertente.

venerdì, gennaio 13, 2006

Nessuno mi può giudicare nemmeno tu..la verità la dico io lo so!

Per una volta Silvio Berlusconi ha mantenuto una promessa: mentre presiedeva la terza camera, Porta a Porta, ha dichiarato che sarebbe andato lui stesso dai pm per testimoniare sregolatezze da parte della sinistra nel complesso caso Unipol (caso che dimostra come in Italia, a prescindere da quello che il premier afferma, non esistano più fazioni e ideologie politiche se non quella dell'accumulo personale! nda). Sempra impossibile, dato che per anni li ha evitati con fittizzie malattie e/o improbabili impegni politici, ma ieri il nostro premier è stato mezz'ora presso i magistrati incaricati della sentenza. Si sperava che suddetti magistrati si ricordassero che la pila di fascicoli con il nome Berlusconi presenti nelle loro aule non è parte della tappezzeria e, avendolo tra le mani per una volta, sfruttassero l'occasione per porgli qualche domandina. Beh dubito che si sia verificata questa ipotesi, ma almeno lui ha mantenuto una promessa. Inoltre in questi giorni il parlamento voterà per l'aumento degli stipendi ai politici, cosa che esaurirà i posti liberi al parlamento e tutti saranno presenti. E poi dicono che i nostri politici non lavorano...
Un'ultima cosa: secondo voi cosa è successo prima dello scatto qui sotto....?Si accettano commenti!

mercoledì, gennaio 11, 2006

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto


Nonostante il richiamo al bellissimo film con G.M.Volontè, il titolo di questo post si riferisce ad una notizia che da qualche giorno appare nei telegiornali, giornali e siti on-line (beh forse non prorprio tutti i telegiornali). Nel 2002 è stata emanata una legge sul condono fiscale, tale per cui, chi se ne avvale, può ususfruire di un pagamento quasi simbolico per sanare le proprie discrepanze finanziarie. Ovviamente suddetta legge è molto più articolata di quello che io ho appena scritto e per questo vi rimando ad altri siti èiù competenti. La vera cigliegina è che il nostro premier ha potuto sistemare "presunte irregolarità" legate all'acquisto dei diritti televisivi di Mediaset tramite due trance di pagamento: una da 1500 euro ed una da 300. Quest'enorme cifra, che sicuramente avrà turbato il sonno dell'onorevole Silvio Berlusconi, è solo un esempio di come in Italia ci si divertà di più al parlamento piuttosto che al circo. Il vero reality sarebbe seguire le Telecamere del Parlamento, con tanto di televoto (no quello c'è già, solo che viene chiamato diversamente). Ovviamente non solo il povero Silvio ha usufruito di questo condono, intendiamoci. Certe cose non hanno fazione, ideologia o credenza politica. Ognuno trae il proprio beneficio. Certo, direte voi, è una storia vecchia e retorica. Già, dico io....come la democrazia!

Dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior

Sette anni fa, nella notte fredda di un gennaio milanese, si spegneva silenziosamente una fra le voci più significative, malinconiche e poetiche della musica italiana. Andandosene, Fabrizio De Andrè, ha lasciato un incolmabile vuoto, non solo artistico, nei pensieri di quelle persone che lo ascoltavano vivendolo. Perdersi nelle sue canzoni, nei suoi infiniti scritti di vita, era come passegiare all'infinito in un sobborgo di città, toccare la crudeltà quotidiana di chi deve sopravvivere, di chi vive giorno per giorno. Era una poetica concreta quella che esprimeva, l'esaltazione della tragedia come reale fisicità della vita. Con lui le persone semplici, i poveri, i reietti, le prostitute, i drogati e i bombaroli trovavano una voce sopra l'indifferenza della gente, trovavano una guida, un amico, un fratello. A me, personalmente, manca. Mi sarebbe piaciuto conoscerlo, berci del vino insieme, magari proprio lì in via del campo, dove risiede la sua chitarra, acquistata da quei commercianti che, silenziosamente, senza troppa caciara, hanno voluto omaggiare quell'uomo che, con coraggio, aveva decantato la bellezza degli emarginati. Ciao Fabrizio, eroe senza mantello.

lunedì, gennaio 09, 2006

Poesie tracciate nelle scie...


Era fredda quella mattina, una gelida giornata di gennaio. L’aria tagliava le labbra, ma non rovinava il sorriso dei tre amigos, armati di tavole e vogliosi d’aggredire quel bianco manto che l’invitava. Due di loro erano già abituati allo sforzo che li attendeva, il terzo mascherava il suo dubbio con la voglia di rivalsa su di un tempo da ritrovare. Tale dubbio fu sbriciolato nelle prime esaltanti discese. Nulla più separava i tre guerrieri dall’agognato traguardo, dalla vittoria sulla valle, dal trionfo nella neve. Percorsi sempre più impervi, deviazioni, salti e quant’altro divennero strumenti, mezzi per la gioia, per la soddisfazione di ognuno di loro. Altri giovani cavalieri, con i loro destrieri si aggiunsero all’allegra brigata. Altre nuove strade vennero seguite, ma il risultato fu lo stesso, vittoria. Riprendere a volare è una sensazione definitiva. Vivere una giornata sfidando (rispettando) la natura, i suoi modi ed i suoi tempi. Assecondarla, come un’amica che non ti lascia se la rispetti. Viverla respirandone i piaceri, gli umori, gli odori. Dissetarsi con un pugno di neve, sdraiarsi con la schiena appoggiata ad un albero secolare ammirando il bianco delle valli farsi spazio nella tundra.
Comprendere l’essenza della vita!
….toglieteci tutto ma non il nostro Rail!
..be free!

giovedì, gennaio 05, 2006

PROSIT FRATELLO

Ci sono serate che si creano da sole. Si parte da una birra bevuta fugacemente sui tavolini di un bar in un anonimo centro commerciale. Si chiacchiera di avventure passate, di viaggi nel presente e voli pindarici nel futuro. L’utopia ed il sogno, il ricordo del tempo felice, di sbronze colossali e di situazioni difficili passate con un sorriso, si mescolano, si shekerano fra di loro accompagnate da altre bottiglie di Becks (solo perché non c’era Heineken). Lentamente, come una bassa marea durante il tramonto, l’ora dell’aperitivo finisce e mentre ti chiedi come mai non hai ancora mangiato, altre luci prendono il posto del sole e la notte si fa giorno in una macchina in giro per Milano. Altre chiacchiere continuano, cambia la compagnia (piacevole e fugace, nella speranza di ripetersi!), ma non smette di persistere quella gradevole sensazione di piacere. E’ come ritrovare qualcosa che cerchi da molto e sai di non averlo perso ma che, tuttavia, non ricordi dov’è. Poi, sbadatamente, senza troppo pensarci, spunta quando meno te lo aspetti.
E la serata continua, muta come un serpente, migliora, come la sua pelle. Altre birre, ma migliori, più corpose più adatte ai successivi incontri, ai successivi argomenti. Amori estivi rubati alle pieghe del tempo, amicizie che non hanno mai perso il loro smalto, che il tempo non può più intaccare, ardori e abbracci che vogliono dire molto, risate goliardiche e sincere!
Qualche pizza cheta la fame, la serata s’allunga, ma a nessuno frega ciò che succederà al risveglio, ora si vive il presente, domani arriverà comunque. Accogliamolo felicemente sbronzi!
E poi via, a cercare un letto, dove riporre il lento corpo, dove sognare altre mete da visitare, vivere e bersi!...Prosit!



p.s....poi il risveglio...quando capisci che certe cose le paghi....apri gli occhi (a fatica) e ti chiedi dove ti trovi, se hai comprato un nuovo letto e, soprattutto, perchè il cervello (o ciò che ne rimane) tamburella senza sosta!




...forse l'ultimo bicchiere di Rum era da rimandare....forse...

giovedì, dicembre 22, 2005

Happy Xmas

Tra tre giorni è natale. Auguri. Nel frattempo, dato che anche la fine dell'anno s'avvicina è tempo di resoconti e, su ogni sito che si rispetti, vengono elencate, classificate e commentate le immagini del 2005. In questo blog non avverrà, sia perchè noi non ci rispettiamo, sia perchè non è una cosa che ci aggrada. Un piccolo strappo, però, lo vogliamo fare, dato che un'immagine che vogliamo regalare al dicembre 2005 c'è, una di quelle attese.

Ora il vero problema sta nel fatto che i nostri politici sfrutteranno le dimissioni del personaggio qui sopra per migliorare le loro brame bancarie. Infatti non si è perso tempo con la decisione di elargire al prossimo presidente sei, dico sei, anni di primo mandato, con la possibilità di una seconda (SECONDA!!!) elezione per altri sei, dico nuovamente sei, anni. Chissà quale alfiere di quale re raggiungerà la carica. Si vocifera D'Alema, si vocifera Berlusconi, ma non si decide. Nel frattempo Fiorani, Fazio, Billè, Consorte e Ricucci seguitano a lanciarsi bidoni colmi di responsabilità uno con l'altro; ad ogni interrogatorio una nuova storia (c'è anche un coniglio bianco che urla "Sono in ritardo, mi taglierà la testa"). L'importante è che la Falchi, da sempre esperta economa e punto saldo dei salotti televisivi, afferma che suo marito è un Peter Pan. Le favole continuano...e i soldi?Sull'isola che non c'è!

venerdì, dicembre 16, 2005

Io non mi sento Italiano (sempre di più)


A volte, solo a volte, dubito che possa esistere una democrazia.
A volte, solo a volte, mi chiedo come possa l'evidenza essere ignorata a favore del guadagno.
A volte, solo a volte, mi stupisco ancora del mancato utilizzo della legge quando le prove sono sulla bocca di tutti.
A volte, solo a volte, mi sembra che il sole sia un po' meno luminoso.
A volte, solo a volte, intuisco che la pioggia non bagna proprio tutti.


Sempre, quasi sempre, vorrei non essere qui.
Sempre, quasi sempre, sento bloccate tutte le mie speranze che, inevitabilmente, diventano utopie.
Caro Gaber avevi ragione....

.....spazio anche a Fabrizio

Canzone Del Maggio

Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credevi assolti
siete lo stesso coinvolti.

Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le pantere
ci mordevano il sedere
lasciamoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c'eravate.

E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se credente ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.

martedì, dicembre 06, 2005

No No No Daniel-San


E’ con enorme rammarico che stamane scopro, in ritardo, la scomparsa di uno degli attori più significativi della mia infanzia cinematografica e televisiva. All’età di 73 anni ci lascia, per cause naturali, Pat Morita, l’indimenticabile Maestro Myaghi. Icona per la generazione anni ’80 della guida paziente e meticolosa, di colui che con l’umiltà e la semplicità riesce a cogliere gli aspetti migliori del nostro vivere. Ma anche capace di ironia e comicità nella serie Happy Days, quando occupava il bancone dell’Alfred, circondato (anche lì) da teenagers che segnarono i modi e i tempi di una moda che sarebbe divenuta immortale. Nel doppiaggio italiano della serie Karate Kid, il suo linguaggio da straniero, addirittura caricaturale di una cultura, allora, sconosciuta e lontana come il Giappone, lo ha reso ancora più carismatico e più eroe nella sua capacità di distinguersi in silenzio. Un saluto, quindi, sussurrato e leggero come una lanterna di carta lasciata a galleggiare sulla tranquilla superficie di un fiume.

lunedì, dicembre 05, 2005

Il cassetto della memoria


Il film che propongo in questo post dei ricordi è "1997 Fuga da New York". In un futuro prossimo New York, staccatasi dalla terra ferma, è stata trasformata in un'isola detentiva. Qui vengono stipati i peggio criminali che la società cattura. In seguito ad un incidente aereo, il presidente degli Stati Uniti precipita, con una preziosa valigetta al seguito, in questo inferno anarchico. Viene catturato dalla banda del Duca che, inevitabilmente, chiede la libertà per se in cambio della vita del leader americano. Viene, quindi, chiamato Jena Plinski, a sua volta un criminale, che, costretto da un veleno iniettatogli con l'inganno, ha solo 24 ore per andare e tornare con il prezioso carico presidenziale.
J.Carpenter è un regista eccezzionale. Riesce a creare dei film che viaggiano sulla sottile linea del B-movie, a basso costo, fatti in completa economia di mezzi e di collaborazioni (spesso si occupa lui stesso della colonna sonora, delle luci, della sceneggiatura e di tutto ciò che può controllare), ma legando ritmo e fascino, innovazione e coinvolgimento. Il suo cinema è un lungo far-west mai finito, dove gli eroi non esistono, dove il male è ovunque e le illusioni non hanno tempo di attecchire. Il personaggio di Kurt Russel (il suo migliore insieme al Jack di "Grosso guaio a ChinaTown") è un criminale come quelli che deve contrastare sull'isola/prigione, è spinto da un senso di sopravvivenza a portare a termine la missione, il letale veleno che gli scorre nel sangue non gli permette altre strade. E' un pistolero che si trova nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, ma con un carisma ed una sagacia fenomenali, forgiate da cinismo e razionalità. Tra lui ed il Duca, l'unica differenza è che Jena non ha ancora passato il confine con la pazzia, mentre l'altro vive in una completa megalomania. Nella prigione metropoli i ruoli sociali sono invertiti: il presidente diventa schiavo/giullare, il Duca offre una versione deviata e iconoclasta dello stesso leader. Mitico Lee Van Cleef nel cameo del generale che conosce e sfrutta Plinski. Nella versione originale Jena era Snake. Frasi da ricordare:
"Chiamami Iena" e ""Mi ucciderai, adesso, Jena?". "Ora sono troppo stanco, forse più tardi...".

martedì, novembre 29, 2005

Si....può...fareeeeee!!!


Ebbene sì!!!Finalmente, dopo un'attesa spasmodica, è arrivata!Finalmente NEVICA!Come potrete vedere dalla webcam presente sul link a fianco di SnowboardItalia, su quasi tutti gli impianti la dolce coltre bianca sta gentilmente adagiando il suo candido e fresco tappeto.Auguriamoci che vi rimanga almeno fino a Pasqua!E, quindi, come Gene Wilder in frankenstein Junior urliamo la nostra felicità:si può fare!Già immagino le tracce leggere nel bianco uniforme di un fuori pista ancora intatto; immagino il senso di vertigine che prende il fondo della spina dorsale ogni volte che la pendenza è maggiore;sento il profumo dell'aria sopra i duemila ed il piacevole aroma delle grappe bevute in legnosi rifugi.K-Factor augura a tutti coloro che attendevano l'inizio della stagione sciistica una bella dose di salti/discese/cadute/bevute!!!...A tutti gli altri consiglio un tentativo, di sicuro vi divertirete!
See you space raillers!

venerdì, novembre 18, 2005

FINE TRASMISSIONI


Giovedì 17 novembre 2005. Dopo circa un mese, ieri, la televisione italiana ha “vissuto” il suo primo giovedì senza Adriano Cementano. Bene, dopo settimane, dopo mesi, durante i quali lo sport preferito dei detrattori del molleggiato è stata la critica, a volte ridicola, di una trasmissione di qualità, spero caldamente che la loro serata sia stata in pizzeria, al cinema o a teatro. Io, d’altro canto, mi sono trovato a casa mia, sul mio disfatto divano e con un telecomando in mano. RaiUno, luogo del misfatto del ragazzo della via gluck, per migliorare lo standard delle ultime settimane, ha lasciato spazio ad Amadeus, forse uno fra i peggiori presentatori della storia della Tv, solo Mazzocchi può essere peggio. Ah, c’era anche lui. Tanto per andare sul sicuro. E poi? I ragazzi dell’ Isola, ovviamente. RaiDue puntava sul grande cinema. Ma, probabilmente, avevano esaurito le vhs e i divx ed hanno trasmesso Godzilla by america. C’è bisogno di aggiungere altro? RaiTre cercava di rifarsi con una fiction poliziesca italiana. Qui sono sincero, non l’ho mai vista per più di due o tre minuti, potrebbe essere un capolavoro. Ma, se così fosse, sarebbe trasmessa con più attenzione. ReteQuattro ci regalava una novità del “recente” 87. A volte mi chiedo se chi gestisce un palinsesto faccia mai un salto in videoteca, in un negozio di Dvd o in una sala cinematografica. Il cinema non è morto negli anni novanta. Canale Cinque dimostrava che al peggio non c’è mai fine, Elisa di Rivaombrosa 2, che bello! Finalmente qualcosa d’ intelligente, dinamico e…Va bene, basta, ci siamo capiti. Italia Uno con le Iene tentava la via dell’intrattenimento sociale. In questa sede ho già dato una mia opinione sul cambiamento profondo subito dai ragazzi in giacca e cravatta neri. Devo aggiungere che i servizi proposti sono anche ripetitivi, si autocopiano. Che noia…la sette con Stargate, racconta la storia di Annibale; questa sì che è una novità. In seconda serata, Vespa, il calcio, Martelli (ma è sempre stato così piccolo?), Costanzo con Delon (preferisco un depardieu ubriaco che sbiascica sui barbari, che qualsiasi versione del MCShow). Solo un po’ di Edward Norton in “Schegge di Paura” risolleva il mio morale, ma è tardi. Qualcuno, settimana scorsa aveva detto che la pubblicità è lenta, ma se la trasmissione è ancora più lenta, la pubblicità a volte è Rock. Ieri ne avevamo un chiaro esempio.
Beh, non dico che dovrebbe esserci sempre Cementano in TV, lui stesso non ci riuscirebbe, ma è così impossibile trovare un’alternativa al nulla? Penso di sì, penso che sia questa la vera globalizzazione di cui dobbiamo temere gli effetti. Quella del pensiero. Qui mi si potrebbe dire che avrei potuto benissimo spegnere il televisore, prendere in mano un libro e leggere. E’ vero, ma non è questo il punto. Qui si critica la pessima gestione di un mezzo di comunicazione fondamentale. Che da ormai vent’anni è a contatto con tutte le case degli italiani (elettori). Uno strumento che plasma le generazioni, con mode, idoli e pensieri. Rimanere da parte con un libro in mano sarebbe un sospiro di sollievo, ma sarebbe sbagliato. Finché possiamo ciò che non ci piace lo dobbiamo cambiare. O provarci, per lo meno. Altrimenti, ciò che ci rimarrà sarà solo un televisore che ci comanda l’ora di sveglia, la ginnastica mattutina, il cibo, la vita. Orwell non è mai stato così vicino.
Buona visione...YuppiDu!
.
Gli arcobaleni d'altri mondi hanno colori che non so
lungo i ruscelli d'altri mondi nascono fiori che non ho.
Gli arcobaleni d'altri mondi hanno colori che non so
lungo i ruscelli d'altri mondi nascono fiori che non ho.

mercoledì, novembre 16, 2005

Dedica

Perchè a volte una giornata può iniziare con una lacrima di dolce malinconia.

Le Nuvole

Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio

Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini c
he giocano a corrergli dietro per tanti metri

Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore

Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più i
l posto dove stai

Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.



Fabrizio De Andrè (1990)

martedì, novembre 15, 2005

E l'uomo imparò a volare!


Dedico questo post ad un mio amico che, nel week end appena passato, ha cercato di dimostrare a tutti noi che le leggi della fisica non sempre sono corrette. Con grande sprezzo del pericolo e con la mentalità che tutti i boarder hanno nel sangue, quella della sperimentazione, ha quasi dimostrato che l'uomo può volare. Beh, caro aspirante Icaro, tutti i nostri migliori jump saranno dedicati a te, ogni tua ferita sarà interpretata come le tacche sulla carlinga del miglior aviatore e, appena rimessoti, con te riproveremo a volare. Perchè è possibile, ma è necessario pagare dazio qualche volta. Chi non capisce questa piccola differenza, non ha mai provato l'aria fresca sulla faccia ed il vuoto sotto i propri piedi! E noi lo compatiamo....

venerdì, novembre 11, 2005

…. Joan Lui, ma un giorno nel paese arrivo io di Giovedì (lunedì)




Dopo quattro settimane finisce Rockpolitik. Il computo dei danni è enorme: Del Noce sì è dovuto autosospendere per tutta la durata delle puntate (state voi sospesi per quattro ore e poi ritrovarvi il sabato sera a “Ballando con le stelle”); il 2% degli italiani che l’hanno seguito ha cambiato la sua idea politica (giuro, sondaggi del Corriere della Sera alla mano); la R.A.I. ha avuto un netto incremento nel suo personale indice di share (ed ha pensato bene di criticare la sopraccitata trasmissione); Vespa avrà temi di presunta discussione per almeno tutto l’inverno (la Parietti può stare tranquilla); il nuovo tormentone Rock o Lento è quasi ai livelli di presenza degli Amici di Maria De Filippi; Sabina Guzzanti (se possibile) allontana ulteriormente un suo (im)probabile ritorno in TV (forse perché, a differenza di Santoro, non ha pateticamente pianto davanti ad un microfono).
Ma il danno maggiore, forse, sta proprio nella fine di un programma del genere.
Celentano ha trasportato in tv il suo flemma da molleggiato, quella sua capacità di essere grande anche quando ritarda il playback delle sue canzoni. Grezzo, forse, ma diretto. Non si perde in circoli di parole, magari in tempi morti, momenti durante i quali lascia il tempo ai suoi discorsi, di essere percepiti, soppesati, capiti.
Ricorda un po’ il Vasco Rossi di “Gli spari sopra”, con i suoi elicotteri, la città allo sfascio, i ghetti sul palco, una band genialmente rude e fuori dai soliti accompagnamenti (Demo ne devi fare di strada!). Rock. Tutta la trasmissione è rock. Ed ora che è finita non rimane nulla di simile. Striscia la notizia è ormai una versione vanziniana e trash di satira, utile, socialmente impegnata, ma non diretta come Rockpolitick. Le Iene sono un’ombra riflessa di quella cattiva versione degli esordi (senza Volo è un po’ dura, da sempre). Blob rimane l’unico spiraglio decostruttivo e d’intelligente protesta, ma proprio per quello ha un target di nicchia e resiste anche grazie ad un poco comprensibile senso filologico che lega i vari spezzoni. Ma se più di quindici milioni d’italiani l’hanno seguita, mi chiedo, anche commercialmente parlando, perché non farne altre. D’altra parte Celentano non è una novità. Non è certo la sua prima apparizione in RAI o la prima trasmissione provocatoria che realizza. Ogni volta viene alzato un polverone mesi prima che inizino anche solo a concepirla, si minaccia censura a destra e a sinistra. Si scredita il molleggiato in tutti i modi possibili. Faccio un esempio. Ogni anno Libero, il cui direttore io stimo, mette in prima pagina i termini economici con cui la RAI realizza la trasmissione e la percentuale percepita da Adriano. Però mi sembra ci siano questioni economiche più importanti. Come quella citata da Crozza sul digitale terrestre: nessuno ha mai calcolato il reale importo dello stanziamento statale per il decoder, nessuno lo ha mai messo in prima pagina. Stanziamento servito per salvare rete quattro, non giriamoci troppo intorno.
Dunque il coraggio di parlare, il coraggio di mostrare ciò che sembra evidente, che sembra visibile, ma che, in realtà, viene facilmente nascosto, semplicemente, non parlandone.

E, quindi, finalmente arrivò lui Joan Lui. Yuppi Du!

giovedì, novembre 10, 2005

Cose serie



Negli ultimi mesi, oltre ai reality ed al calcio, a Bonolis e la Ventura, altre cose nell’ombra si sono mosse. Per ombra intendo quella parte d’informazione che organizza la divulgazione delle notizie in modo tale che ciò che veramente viene colto dal nostro cervello è la futilità dei sopraccitati intrattenimenti (frase senza virgole da definizione). Beh, in queste parti buie, i nostri politicanti si stanno molto impegnando alla preparazione delle elezioni. Chi per ora è fuori dalla “maggioranza” pensa a come proporre un’identica gestione definendola con termini alternativi o sinonimi, caricandola d’enfasi e manifestanti, denigrando questo e quello, arruolando quello e quell’altro. Autolesionarsi. Non cambiando nulla. Chi nella “maggioranza” c’è, pensa a come creare leggi e finanziarie che possano garantirgli ulteriori introiti, inguaiare chi li sostituirà (e se dovessero essere di nuovo loro?), giustificare le proprie scelte negli ultimi anni, decifrare e tergiversare su contratti fatti in TV contenenti più promesse che speranze, autolesionarsi (l’ho già scritto?). Non creando nulla. Oddio, forse è meglio non pensarci, cercare la DeFilippi su qualsiasi canale e resistere. Il Grande Fratello sta tornando!

mercoledì, novembre 09, 2005

Ritorno Sulla Traccia

Dopo molto tempo d’inattività, rieccomi. Dopo qualche mese di silenzio torno all’aggiornamento del mio misero blog, con enorme felicità dei miei lettori: il mio cane, qualche saltuario famigliare e amici che, per pietà (o pìetas?), scorgono qualche post!

…sorridere dei guai come non hai fatto mai..

Sogno o son desto..perso nel R.E.M. più lungo di cui abbia memoria..mi trovo in un oblio di inspiegabili eventi…Sento un campanello e m’avvicino alla porta..la apro e mi trovo dinnanzi Enzo Paolo Turci che mi chiede se può usare il mio bagno….io che non riesco a parlare mi limito ad indicargli dove si trova, ma nessuno di noi due riesce ad arrivarci e, mentre mi guardo i piedi per capire cosa stia succedendo lui scompare….sono di nuovo nel mio letto ma sembra immenso, due, tre o quattro piazze non lo capisco, so solo che un tipo vestito come un masai e che saltella come un demente mi dice che devo ingoiare un’occhio di bue pazzo e con l’aviaria se voglio ricevere la possibilità di alzarmi e fare colazione..la cosa più sconvolgente è che continua a chiamarmi Paola..prendo in mano la palla deforme che il manichino (solo ora lo noto..) mi porge ma scopro che si tratta di un bignè ricolmo di crema…lo mangio..Ora sono in un campo, un’enorme campo verde con l’erba tagliata perfettamente e delle strane righe bianche che la percorrono…poi un boato mi perquote il corpo ed immediatamente sono circondato da pazzi con la faccia colorata a strisce, armati di lunghi bastoni alle cui estremità si trovano dei panni dalla stessa imbarazzante tonalità….URLO….finalmente scopro di poter parlare..unos….dos…tres…..catordes!!!!!E sono sul palco con gli U2…..ma cosa c’entra?.....Hallo!Hallo!...HOLA!......non lo so ma è, finora, il posto migliore..
La sveglia…..HOLA!......PLACE CALLED VERTIGO……cosa?.....I CAN FEEEEEL……oh no di nuovo…..mi devo alzare…lavare e cominciare un nuovo lunedì…..GIVE ME SOMETHING I CAN FEEEELLLLL!!!!!!!!!!.......
(p.s. devo smettere di mangiare messicano e bermi litri di sangria alla domenica sera)

mercoledì, agosto 24, 2005

Ciao Ulisse


Dopo dodici anni di paralisi, si è spento questa mattina a Milano Ambrogio Fogar. Forse sembrerà strano ma la sua scomparsa lascia in me un piccolo vuoto malinconico. Ovviamente non lo conoscevo, almeno privatamente, ma fin da piccolo seguivo le sue imprese e soprattutto la mitica trasmissione "Jonathan dimensione avventura", un culto diventato tale nella mia infanzia anche grazie alla parodia inscenata dal pupazzone rosa Uan e da un giovanissimo Bonolis.
Mi hanno colpito qualche mese fa, durante i giorni del referendum per le cellule staminali, i suoi commenti e la sua decisione di far da cavia ai nuovi esperimenti. Mi ha colpito la forza della sua speranza, la capacità di non arrendersi nonostante una condizione che distruggerebbe l'animo più granitico. Lui, come Ulisse nella Divina Commedia, non si è mai fermato, nemmeno quando il corpo, quella macchina tanto fidata che per anni lo aveva accompagnato, non rispondeva più ai suoi desideri. Un grande del nostro tempo, un mito destinato a rimanere nella storia dell'esplorazione italiana. Esplorazione del mondo e dell'anima.
Buon viaggio, quindi, Ulisse. Saluta Itaca per noi.

lunedì, agosto 08, 2005

(auto)Dedica

Oggi voglio postare una poesia diffusa come canzone:

Quando in anticipo sul tuo stupore verranno a crederti del nostro amore a quella gente consumata nel farsi dar retta un amore così lungo tu non darglielo in fretta non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole le tue labbra così frenate nelle fantasie dell'amore dopo l'amore così sicure a rifugiarsi nei "sempre" nell'ipocrisia dei "mai" non sono riuscito a cambiarti non mi hai cambiato lo sai. E dietro ai microfoni porteranno uno specchio per farti più bella e pesarmi già vecchio tu regalagli un trucco che con me non portavi e loro si stupiranno che tu non mi bastavi, digli pure che il potere io l'ho scagliato dalle mani dove l'amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni per ritornare dopo l'amore alle carenze dell'amore era facile ormai non sei riuscita a cambiarmi non ti ho cambiata lo sai. Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro i tuoi occhi assunti da tre anni i tuoi occhi per loro, ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo e troppo stanchi per non vergognarsi di confessarlo nei miei proprio identici ai tuoi sono riusciti a cambiarci ci son riusciti lo sai. Ma senza che gli altri non ne sappiano niente dirmi senza un programma dimmi come ci si sente continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito farai l'amore per amore o per avercelo garantito, andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori o resterai più semplicemente dove un attimo vale un altro senza chiederti come mai, continuerai a farti scegliere o finalmente sceglierai.

Fabrizio De Andrè
Verranno a chiederti del nostro amore

venerdì, agosto 05, 2005

Il paradosso umano


Giungono nuove notizie dallo spazio. L'equipaggio dello shuttle Discovery, impegnato nelle riparazioni esterne dello scafo danneggiato durante il decollo qualche giorno fa, hanno avuto il tempo di osservare attentamente la situazione della nostra Terra. Il comandante Eileen Collins, che conta all'attivo diverse missioni nello spazio, ha comunicato alla Nasa la situazione inquetante e preoccupante in cui verte la nostra "casa". Da lassù, risulta fin troppo evidente il segno devastante che l'uomo sta lasciando sul pianeta: disboscamenti, devastazioni, mari inquinati e l'atmosfera sempre più sottile e rarefatta. La prima evidenza di questa gravità sta nel fatto che il comandante lo abbia voluto precisare nonostante in questi giorni l'interesse di Houston sia legato più alla riparazione dello shuttle che a tutto il resto.
Il paradosso maggiore, però, sta nel fatto che un dato così inquietante ci sia fornito da persone che si trovano nello spazio, ad una distanza tanto elevata da non essere di facile comprensione. E' incredibile! L'uomo raggiunge un livello di tecnologia elevatissimo tale da realizzare progetti ritenuti fino a qualche anno fa utopici; crea macchine che raggiungono pianeti oltre la nostra comprensione (marte) e scopre nuove stelle ogni giorno. Ma non riesce a preservare la cosa più importante, non è capace di rispettare l'unico dono datogli senza pegno. Siamo il paradosso evolutivo, una bilancia dove per forza caricandole un braccio, inevitabilmente, dimentichiamo l'altro che scende, sempre di più, verso un imbarazzante degrado.

martedì, agosto 02, 2005

Diario di Bordo


Questo post è stato creato per una persona cara al curatore di questo Blog: mio fratello. Trovandosi a Londra per un mese e sperando che possa utilizzare il qui presente spazio per comunicare emozioni, sensazioni, sbronze, foto, eventi e quant'altro, lascio a lui ma anche ad altri questo pseudo forum libero di commenti.
Che altro dire....buone vacanze!