Oggi (31/01/2006) sono state rese note le candidature degli oscar 2006. Tenendo presente che per chi scrive questa manifestazione ha perso importanza da circa 15/20 anni (da quando il razocinio si è evoluto neol mio cervello), le candidature di questa edizione sono da film comico. Mi vengono in mente quelle finte di "In&Out". Le chicche? Beh, sicuramente Keira Knightley (Pride and Prejudice), non tanto per la sua interpretazione, dato che il film ancora non l'ho visto (e dubito lo vedrò), ma perchè l'attrice certo non è la Marlene Dietrich del nuovo millennio, anzi, sembra una versione ripulita di Wynona Rider, inoltre per un film che è l'ennesima trasposizione del romanzo di Jane Austin (SCUSACI...OH JANE....noi vere colpe non le abbiamo...). William Hurt per "A History of Violence", perche?...Ma come diavolo si fa a candidare per la categoria attore non protagonista, un personaggio che rimane in scena si e no dieci minuti?!?!? Facciamo una nuova categoria, miglior Cammeo...Ma il vero colpo basso alla nostra tolleranza è il film straniero. Dopo aver rifiutato capolavori come "Buongiorno, Notte" e "Le Chiavi di casa", viene candidato "La Bestia nel cuore"!!!!!MA PERCHE'?????Il film già aveva avuto una botta di...ehm...fortuna a Venezia con la coppa Volpi alla monoespressivachepiùnonsipuò Giovanna Mezzoziorno, ora rappresenterà l'Italia agli oscar. Beh, caro Benigni il tuo sforzo è appena stato dissipato, Fellini, anche tu, come Jane non offenderti, guarda Berlino, Cannes o Venezia, ma non guardare la notte degli Oscar, te prego!!!!!...Ora che Muccino ha varcato la soglia di Hollywood e la Mezzogiorno calcherà la passerella rossa tanto ambita in America, perderemo anche lo slogan "Spaghetti pizza mandolino"...SIGH!!!!...che artistica tristezza...manca solo Accorsi e siamo a posto!.....
martedì, gennaio 31, 2006
venerdì, gennaio 27, 2006
...una pala, una tavola...e tanta neve!!!

Scende giù dal ciel...BIANCA!....
Eccola qui!..Una vera nevicata! Ed ora?Beh se fossi uno dei tanti lamentosi personaggi della metropolitana, che ritengono una nevicata la fine del mondo, l'apocalisse, probabilmente starei in un supermercato per procurarmi più viveri possibili.Ma non è così che mi sento.Altro che apocalisse, è il risveglio di una sopita abitudine invernale. Finalmente torna a nevicare a Gennaio!Che diamine, erano anni che non succedeva così pesantemente!Quindi adesso, armiamoci di pale, andiamo in un campo, in un giardino, ai bordi di un tornante, ovunque e costruiamo jump, salti, voli chiamateli come volete, ma facciamolo!Liberiamo la nostra voglia di ride, rail and fly!Per una volta che non si devo
no percorrere chilometri per sciare, sfruttiamo l'occasione!!Prima che smetta!Vi aspetto!Io dopo i doveri da ufficio, i legami sociali che ancora mi bloccano..passerò il we a cercare anfratti, angoli e spiazzi dove costruire, inventare e saltare!Feel your passion!!!!!
giovedì, gennaio 26, 2006
...voglio solo sapere cosa cazzo succede qui...

Ci sono attori che cavalcano l'onda della notorietà con ciclica frequenza, fissando nell'immaginario degli spettatori una loro particolare caratteristica, che può riguardare la bellezza, la bravura, un particolare ruolo carismatico, la vita privata. Esistono però, fortunatamente, anche attori meno noti, volti meno riconoscibili con nomi mai sentiti, che regalano interpretazioni magistrali, caratterizzazioni geniali, personaggi "cuciti su misura". In un mondo del cinema dove il caratterista ora mai tende a scomparire, a sminuire la sua funzionalità, la morte di Chris Penn ci lascia maggiormente malinconici. Fratello del più conosciuto Sean, più giovane di lui di due anni e appartenente ad una famiglia legata la mondo dell'arte cinematografica e musicale, compare giovanissimo nel bellissimo e coppoliano "Rusty il selvaggio", per poi partecipare a film come "Footlose", "Il cavaliere pallido", "A distanza ravvicinata" (con il fratello Sean), "Il ritorno dal fiume kwai". Poi Tarantino (che non sceglie mai a caso i suoi attori) lo recluta nel cast de "Le Iene", nella parte del figlio del Boss, amico del maniaco folle interpretato da Madsen (Mr Blonde), ruolo che "indossa" alla perfezione donandogli uno spessore che perfettamente si integra con il resto della banda di delinquenti in giacca e cravatta. Prosegue con ruoli più o meno primari in altri film fino al 1993 quando, con il film "America oggi" di R. Altman, riceve un premio speciale per l'interpretazione, co
ndiviso con l'intero cast. Nel 1996 due grandi film: "Fratelli" di A.Ferrara, forse la sua migliore performance, straziante, deviato prototipo di un anti eroe romantico che non può evitare il suo tragico e bastardo destino (un film che consiglio a tutti coloro che non l'hanno mai visto); "Scomodi Omicidi" di Lee Tamaori, un noir delicato, un gioco di tensione dialogata e vorticosa, al fianco di Nick Nolte. Poi camei, apparizioni, altri ruoli da cattivo malinconico e finto buono, mai una netta distinzione, mai salvato e mai da salvare veramente. Una carriera veloce e fitta, con più di 30 film all'attivo. Un vero professionista, un'attore che non lascia nulla di incompleto in ogni suo personaggio, dal più impegnato alla superflua presenza, alla compa
rsa sullo sfondo. Per chi scrive, la sua presenza in un film era motivo di visione. Ieri si è spento un volto di contorno per la massa, un nome sconosciuto abbinato ad un cognome noto. Per il cinema (e per chi lo ama) mancherà una persona eccezzionale, capace di illuminare un set senza farsi riconoscere, senza invadere. Lo ricorderemo sempre con la tuta violetta ed i capelli arruffati, incontrollabili, come la sua voglia di cinema.
ndiviso con l'intero cast. Nel 1996 due grandi film: "Fratelli" di A.Ferrara, forse la sua migliore performance, straziante, deviato prototipo di un anti eroe romantico che non può evitare il suo tragico e bastardo destino (un film che consiglio a tutti coloro che non l'hanno mai visto); "Scomodi Omicidi" di Lee Tamaori, un noir delicato, un gioco di tensione dialogata e vorticosa, al fianco di Nick Nolte. Poi camei, apparizioni, altri ruoli da cattivo malinconico e finto buono, mai una netta distinzione, mai salvato e mai da salvare veramente. Una carriera veloce e fitta, con più di 30 film all'attivo. Un vero professionista, un'attore che non lascia nulla di incompleto in ogni suo personaggio, dal più impegnato alla superflua presenza, alla compa
rsa sullo sfondo. Per chi scrive, la sua presenza in un film era motivo di visione. Ieri si è spento un volto di contorno per la massa, un nome sconosciuto abbinato ad un cognome noto. Per il cinema (e per chi lo ama) mancherà una persona eccezzionale, capace di illuminare un set senza farsi riconoscere, senza invadere. Lo ricorderemo sempre con la tuta violetta ed i capelli arruffati, incontrollabili, come la sua voglia di cinema. lunedì, gennaio 23, 2006
Viulenzaaa!

Ebbene sì!!Sono andato a vedere un film di Vanzina al cinema!..No non mi vergogno!Certo che ero nel pieno delle mie facoltà mentali!..Ovvio che camminavo da solo e che nessuno mi ha legato!..Ma è mai possibile che non possa vedermi un film di questo livello che subito vengo additato dalla mia coscienza artistica (che di solito si materializza nel pensiero del mio amico/cane potter)!!!..E l'occasione è stata gradita per il ritorno del "trio" più tifoso che conosca il cinema italiano della commedia anni 80: Donato, Franco ed il mitico Tirzan. Eccoli, infiniti lustri dopo, nuovamente alle prese con terribili ed interminabili traversie per le loro amate squadre del cuore: Milan, Inter e Juventus. Con storie diverse ma dal comune denominatore, il calcio, i tre stralunati personaggi si fiondano in un Italia fatta di luoghi comuni (liti fra "cugini" calcistici, parabole ovunque, tradimenti, soldi da restituire, mafia, fosse,ect..) ma nella quale in molti, senza troppe menzogne, vi si rispecchiano. Il problema fondamentale del film, che lo declassa rispetto al primo capitolo, sta nel suo attore principale: Diego Abatantuono non è più il Ras di una volta, ora è un attore vero. Il personaggio interpretato circa vent'anni fa è stato il suo viatico per il successo cinematografico (anche se c'è voluto un coraggiosissimo Avati per riscoprirlo), ora risulta interpretato, non più vissuto. L'attore milanese è molto bravo negli atteggiamenti, nelle smorfie e negli sguardi delle sue tre creazioni, ma troppo accademico, troppo ricercato. Non sente più suo il personaggio e ciò crea nello spettatore, attimi d'imbarazzo, quando, per esempio, l'accento di Donato (il milanista) sembra perdersi in qualche battuta e sembra di sentire Diego l'opinionista a controcampo. Un fatto inevitabile, questo, dato che ora l'attore è conosciuto per ruoli più impegnati e più intensi. Tuttavia una leggera sensazione di malinconia ci prende guardando questo film, soprattutto con la canzone che introduce i titoli iniziali e di coda (anche se sapete già di quale canzone si parla non ve lo dico). Attimi di sorriso ci sono, per carità, come i dialoghi inimitabili tra Donato e Ginevra (AnnaMaria Barbera), un susseguirsi di vocaboli errati e costruzioni verbali che nemmeno Biscardi sarebbe in grado di replicare (tanto da chiedersi come possano capirsi); la presenza di Nino Frassica è sempre piacevole. E' certamente meglio di qualsiasi DeSica&Boldi a Natale, ma alla fine, sulla bilancia del divertimento, il braccio della noia è più pesante. Molte scene di dialogo, per un film di questo tipo, andrebbero tagliate in fase di
montaggio. Chissà, magari tra qualche anno verrà nuovamente rivalutato, come tutti i suoi padri anni '80.Ok..ok, hai ragione!Di certo non consiglio la visione al cinema (nemmeno per i fanatici del primo imperdibile capitolo), ma a casa in poltrona per una serata tra amici e vecchie glorie, può passare. Se, poi, c'è qualche tifoso interista insieme a voi è ancora più divertente.
venerdì, gennaio 13, 2006
Nessuno mi può giudicare nemmeno tu..la verità la dico io lo so!
Per una volta Silvio Berlusconi ha mantenuto una promessa: mentre presiedeva la terza camera, Porta a Porta, ha dichiarato che sarebbe andato lui stesso dai pm per testimoniare sregolatezze da parte della sinistra nel complesso caso Unipol (caso che dimostra come in Italia, a prescindere da quello che il premier afferma, non esistano più fazioni e ideologie politiche se non quella dell'accumulo personale! nda). Sempra impossibile, dato che per anni li ha evitati con fittizzie malattie e/o improbabili impegni politici, ma ieri il nostro premier è stato mezz'ora presso i magistrati incaricati della sentenza. Si sperava che suddetti magistrati si ricordassero che la pila di fascicoli con il nome Berlusconi presenti nelle loro aule non è parte della tappezzeria e, avendolo tra le mani per una volta, sfruttassero l'occasione per porgli qualche domandina. Beh dubito che si sia verificata questa ipotesi, ma almeno lui ha mantenuto una promessa. Inoltre in questi giorni il parlamento voterà per l'aumento degli stipendi ai politici, cosa che esaurirà i posti liberi al parlamento e tutti saranno presenti. E poi dicono che i nostri politici non lavorano...
Un'ultima cosa: secondo voi cosa è successo prima dello scatto qui sotto....?Si accettano commenti!
Un'ultima cosa: secondo voi cosa è successo prima dello scatto qui sotto....?Si accettano commenti!
mercoledì, gennaio 11, 2006
Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto

Nonostante il richiamo al bellissimo film con G.M.Volontè, il titolo di questo post si riferisce ad una notizia che da qualche giorno appare nei telegiornali, giornali e siti on-line (beh forse non prorprio tutti i telegiornali). Nel 2002 è stata emanata una legge sul condono fiscale, tale per cui, chi se ne avvale, può ususfruire di un pagamento quasi simbolico per sanare le proprie discrepanze finanziarie. Ovviamente suddetta legge è molto più articolata di quello che io ho appena scritto e per questo vi rimando ad altri siti èiù competenti. La vera cigliegina è che il nostro premier ha potuto sistemare "presunte irregolarità" legate all'acquisto dei diritti televisivi di Mediaset tramite due trance di pagamento: una da 1500 euro ed una da 300. Quest'enorme cifra, che sicuramente avrà turbato il sonno dell'onorevole Silvio Berlusconi, è solo un esempio di come in Italia ci si divertà di più al parlamento piuttosto che al circo. Il vero reality sarebbe seguire le Telecamere del Parlamento, con tanto di televoto (no quello c'è già, solo che viene chiamato diversamente). Ovviamente non solo il povero Silvio ha usufruito di questo condono, intendiamoci. Certe cose non hanno fazione, ideologia o credenza politica. Ognuno trae il proprio beneficio. Certo, direte voi, è una storia vecchia e retorica. Già, dico io....come la democrazia!
Dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior
Sette anni fa, nella notte fredda di un gennaio milanese, si spegneva silenziosamente una fra le voci più significative, malinconiche e poetiche della musica italiana. Andandosene, Fabrizio De Andrè, ha lasciato un incolmabile vuoto, non solo artistico, nei pensieri di quelle persone che lo ascoltavano vivendolo. Perdersi nelle sue canzoni, nei suoi infiniti scritti di vita, era come passegiare all'infinito in un sobborgo di città, toccare la crudeltà quotidiana di chi deve sopravvivere, di chi vive giorno per giorno. Era una poetica concreta quella che esprimeva, l'esaltazione della tragedia come reale fisicità della vita. Con lui le persone semplici, i poveri, i reietti, le prostitute, i drogati e i bombaroli trovavano una voce sopra l'indifferenza della gente, trovavano una guida, un amico, un fratello. A me, personalmente, manca. Mi sarebbe piaciuto conoscerlo, berci del vino insieme, magari proprio lì in via del campo, dove risiede la sua chitarra, acquistata da quei commercianti che, silenziosamente, senza troppa caciara, hanno voluto omaggiare quell'uomo che, con coraggio, aveva decantato la bellezza degli emarginati. Ciao Fabrizio, eroe senza mantello
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lunedì, gennaio 09, 2006
Poesie tracciate nelle scie...

Era fredda quella mattina, una gelida giornata di gennaio. L’aria tagliava le labbra, ma non rovinava il sorriso dei tre amigos, armati di tavole e vogliosi d’aggredire quel bianco manto che l’invitava. Due di loro erano già abituati allo sforzo che li attendeva, il terzo mascherava il suo dubbio con la voglia di rivalsa su di un tempo da ritrovare. Tale dubbio fu sbriciolato nelle prime esaltanti discese. Nulla più separava i tre guerrieri dall’agognato traguardo, dalla vittoria sulla valle, dal trionfo nella neve. Percorsi sempre più impervi, deviazioni, salti e q
uant’altro divennero strumenti, mezzi per la gioia, per la soddisfazione di ognuno di loro. Altri giovani cavalieri, con i loro destrieri si aggiunsero all’allegra brigata. Altre nuove strade vennero seguite, ma il risultato fu lo stesso, vittoria. Riprendere a volare è una sensazione definitiva. Vivere una giornata sfidando (rispettando) la natura, i suoi modi ed i suoi tempi. Assecondarla, come un’amica che non ti lascia se la rispetti. Viverla respirandone i piaceri, gli umori, gli odori. Dissetarsi con un pugno di neve, sdraiarsi con la schiena appoggiata ad un albero secolare ammirando il bianco delle valli farsi spazio nella tundra.Comprendere l’essenza della vita!
….toglieteci tutto ma non il nostro Rail!
..be free!
giovedì, gennaio 05, 2006
PROSIT FRATELLO
Ci sono serate che si creano da sole. Si parte da una birra bevuta fugacemente sui tavolini di un bar in un anonimo centro commerciale. Si chiacchiera di avventure passate, di viaggi nel presente e voli pindarici nel futuro. L’utopia ed il sogno, il ricordo del tempo felice, di sbronze colossali e di situazioni difficili passate con un sorriso, si mescolano, si shekerano fra di loro accompagnate da altre bottiglie di Becks (solo perché non c’era Heineken). Lentamente, come una b
assa marea durante il tramonto, l’ora dell’aperitivo finisce e mentre ti chiedi come mai non hai ancora mangiato, altre luci prendono il posto del sole e la notte si fa giorno in una macchina in giro per Milano. Altre chiacchiere continuano, cambia la compagnia (piacevole e fugace, nella speranza di ripetersi!), ma non smette di persistere quella gradevole sensazione di piacere. E’ come ritrovare qualcosa che cerchi da molto e sai di non averlo perso ma che, tuttavia, non ricordi dov’è. Poi, sbadatamente, senza troppo pensarci, spunta quando meno te lo aspetti.
E la serata continua, muta come un serpente, migliora, come la sua pelle. Altre birre, ma migliori, più corpose più adatte ai successivi incontri, ai successivi argomenti. Amori estivi rubati alle pieghe del tempo, amicizie che non hanno mai perso il loro smalto, che il tempo non può più intaccare, ardori e abbracci che vogliono dire molto, risate goliardiche e sincere!
Qualche pizza cheta la fame, la serata s’allunga, ma a nessuno frega ciò che succederà al risveglio, ora si vive il presente, domani arriverà comunque. Accogliamolo felicemente sbronzi!
E poi via, a cercare un letto, dove riporre il lento corpo, dove sognare altre mete da visitare, vivere e bersi!...Prosit!
p.s....poi il risveglio...quando capisci che certe cose le paghi....apri gli occhi (a fatica) e ti chiedi dove ti trovi, se hai comprato un nuovo letto e, soprattutto, perchè il cervello (o ciò che ne
rimane) tamburella senza sosta!
...forse l'ultimo bicchiere di Rum era da rimandare....forse...
assa marea durante il tramonto, l’ora dell’aperitivo finisce e mentre ti chiedi come mai non hai ancora mangiato, altre luci prendono il posto del sole e la notte si fa giorno in una macchina in giro per Milano. Altre chiacchiere continuano, cambia la compagnia (piacevole e fugace, nella speranza di ripetersi!), ma non smette di persistere quella gradevole sensazione di piacere. E’ come ritrovare qualcosa che cerchi da molto e sai di non averlo perso ma che, tuttavia, non ricordi dov’è. Poi, sbadatamente, senza troppo pensarci, spunta quando meno te lo aspetti.E la serata continua, muta come un serpente, migliora, come la sua pelle. Altre birre, ma migliori, più corpose più adatte ai successivi incontri, ai successivi argomenti. Amori estivi rubati alle pieghe del tempo, amicizie che non hanno mai perso il loro smalto, che il tempo non può più intaccare, ardori e abbracci che vogliono dire molto, risate goliardiche e sincere!

Qualche pizza cheta la fame, la serata s’allunga, ma a nessuno frega ciò che succederà al risveglio, ora si vive il presente, domani arriverà comunque. Accogliamolo felicemente sbronzi!
E poi via, a cercare un letto, dove riporre il lento corpo, dove sognare altre mete da visitare, vivere e bersi!...Prosit!
p.s....poi il risveglio...quando capisci che certe cose le paghi....apri gli occhi (a fatica) e ti chiedi dove ti trovi, se hai comprato un nuovo letto e, soprattutto, perchè il cervello (o ciò che ne
rimane) tamburella senza sosta!...forse l'ultimo bicchiere di Rum era da rimandare....forse...
giovedì, dicembre 22, 2005
Happy Xmas
Tra tre giorni è natale. Auguri. Nel frattempo, dato che anche la fine dell'anno s'avvicina è tempo di resoconti e, su ogni sito che si rispetti, vengono elencate, classificate e commentate le immagini del 2005. In questo blog non avverrà, sia perchè noi non ci rispettiamo, sia perchè non è una cosa che ci aggrada. Un piccolo strappo, però, lo vogliamo fare, dato che un'immagine che vogliamo regalare al dicembre 2005 c'è, una di quelle attese.

Ora il vero problema sta nel fatto che i nostri politici sfrutteranno le dimissioni del personaggio qui sopra per migliorare le loro brame bancarie. Infatti non si è perso tempo con la decisione di elargire al prossimo presidente sei, dico sei, anni di primo mandato, con la possibilità di una seconda (SECONDA!!!) elezione per altri sei, dico nuovamente sei, anni. Chissà quale alfiere di quale re raggiungerà la carica. Si vocifera D'Alema, si vocifera Berlusconi, ma non si decide. Nel frattempo Fiorani, Fazio, Billè, Consorte e Ricucci seguitano a lanciarsi bidoni colmi di responsabilità uno con l'altro; ad ogni interrogatorio una nuova storia (c'è anche un coniglio bianco che urla "Sono in ritardo, mi taglierà la testa"). L'importante è che la Falchi, da sempre esperta economa e punto saldo dei salotti televisivi, afferma che suo marito è un Peter Pan. Le favole continuano...e i soldi?Sull'isola che non c'è!

Ora il vero problema sta nel fatto che i nostri politici sfrutteranno le dimissioni del personaggio qui sopra per migliorare le loro brame bancarie. Infatti non si è perso tempo con la decisione di elargire al prossimo presidente sei, dico sei, anni di primo mandato, con la possibilità di una seconda (SECONDA!!!) elezione per altri sei, dico nuovamente sei, anni. Chissà quale alfiere di quale re raggiungerà la carica. Si vocifera D'Alema, si vocifera Berlusconi, ma non si decide. Nel frattempo Fiorani, Fazio, Billè, Consorte e Ricucci seguitano a lanciarsi bidoni colmi di responsabilità uno con l'altro; ad ogni interrogatorio una nuova storia (c'è anche un coniglio bianco che urla "Sono in ritardo, mi taglierà la testa"). L'importante è che la Falchi, da sempre esperta economa e punto saldo dei salotti televisivi, afferma che suo marito è un Peter Pan. Le favole continuano...e i soldi?Sull'isola che non c'è!
venerdì, dicembre 16, 2005
Io non mi sento Italiano (sempre di più)

A volte, solo a volte, dubito che possa esistere una democrazia.
A volte, solo a volte, mi chiedo come possa l'evidenza essere ignorata a favore del guadagno.
A volte, solo a volte, mi stupisco ancora del mancato utilizzo della legge quando le prove sono sulla bocca di tutti.
A volte, solo a volte, mi sembra che il sole sia un po' meno luminoso.
A volte, solo a volte, intuisco che la pioggia non bagna proprio tutti.
Sempre, quasi sempre, vorrei non essere qui.
Sempre, quasi sempre, sento bloccate tutte le mie speranze che, inevitabilmente, diventano utopie.
Caro Gaber avevi ragione....

.....spazio anche a Fabrizio
Canzone Del Maggio
Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.
E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credevi assolti
siete lo stesso coinvolti.
Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le pantere
ci mordevano il sedere
lasciamoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c'eravate.
E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.
E se credente ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.
martedì, dicembre 06, 2005
No No No Daniel-San

E’ con enorme rammarico che stamane scopro, in ritardo, la scomparsa di uno degli attori più significativi della mia infanzia cinematografica e televisiva. All’età di 73 anni ci lascia, per cause naturali, Pat Morita, l’indimenticabile Maestro Myaghi. Icona per la generazione anni ’80 della guida paziente e meticolosa, di colui che con l’umiltà e la semplicità riesce a cogliere gli aspetti migliori del nostro vivere. Ma anche capace di ironia e comicità nella serie Happy Days, quando occupava il bancone dell’Alfred, circondato (anche lì) da teenagers che segnarono i modi e i tempi di una moda che sarebbe divenuta immortale. Nel doppiaggio italiano della serie Karate Kid, il suo linguaggio da straniero, addirittura caricaturale di una cultura, allora, sconosciuta e lontana come il Giappone, lo ha reso ancora più carismatico e più eroe nella sua capacità di distinguersi in silenzio. Un saluto, quindi, sussurrato e leggero come una lanterna di carta lasciata a galleggiare sulla tranquilla superficie di un fiume.
lunedì, dicembre 05, 2005
Il cassetto della memoria

Il film che propongo in questo post dei ricordi è "1997 Fuga da New York". In un futuro prossimo New York, staccatasi dalla terra ferma, è stata trasformata in un'isola detentiva. Qui vengono stipati i peggio criminali che la società cattura. In seguito ad un incidente aereo, il presidente degli Stati Uniti precipita, con una preziosa valigetta al seguito, in questo inferno anarchico. Viene catturato dalla banda del Duca che, inevitabilmente, chiede la libertà per se in cambio della vita del leader americano. Viene, quindi, chiamato Jena Plinski, a sua volta un criminale, che, costretto da un veleno iniettatogli con l'inganno, ha solo 24 ore per andare e tornare con il prezioso carico presidenziale.
J.Carpenter è un regista eccezzionale. Riesce a creare dei film che viaggiano sulla sottile linea del B-movie, a basso costo, fatti in completa economia di mezzi e di collaborazioni (spesso si occupa lui stesso della colonna sonora, delle luci, della sceneggiatura e di tutto ciò che può controllare), ma legando ritmo e fascino, innovazione e coinvolgimento. Il suo cinema è un lungo far-west mai finito, dove gli eroi non esistono, dove il male è ovunque e le illusioni non hanno tempo di attecchire. Il personaggio di Kurt Russel (il suo migliore insieme al Jack di "Grosso guaio a ChinaTown") è un criminale come quelli che deve contrastare sull'isola/prigione, è spinto da un senso di sopravvivenza a portare a termine la missione, il letale veleno che gli scorre nel sangue non gli permette altre strade. E' un pistolero che si trova nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, ma con un carisma ed una sagacia fenomenali, forgiate da cinismo e r
azionalità. Tra lui ed il Duca, l'unica differenza è che Jena non ha ancora passato il confine con la pazzia, mentre l'altro vive in una completa megalomania. Nella prigione metropoli i ruoli sociali sono invertiti: il presidente diventa schiavo/giullare, il Duca offre una versione deviata e iconoclasta dello stesso leader. Mitico Lee Van Cleef nel cameo del generale che conosce e sfrutta Plinski. Nella versione originale Jena era Snake. Frasi da ricordare:"Chiamami Iena" e ""Mi ucciderai, adesso, Jena?". "Ora sono troppo stanco, forse più tardi...".
martedì, novembre 29, 2005
Si....può...fareeeeee!!!

Ebbene sì!!!Finalmente, dopo un'attesa spasmodica, è arrivata!Finalmente NEVICA!Come potrete vedere dalla webcam presente sul link a fianco di SnowboardItalia, su quasi tutti gli impianti la dolce coltre bianca sta gentilmente adagiando il suo candido e fresco tappeto.Auguriamoci che vi rimanga almeno fino a Pasqua!E, quindi, come Gene Wilder in frankenstein Junior urliamo la nostra felicità:si può fare!Già immagino le tracce leggere nel bianco uniforme di un fuori pista ancora intatto; immagino il senso di vertigine che prende il fondo della spina dorsale ogni volte che la pendenza è maggiore;sento il profumo dell'aria sopra i duemila ed il piacevole aroma delle grappe bevute in legnosi rifugi.K-Factor augura a tutti coloro che attendevano l'inizio della stagione sciistica una bella dose di salti/discese/cadute/bevute!!!...A tutti gli altri consiglio un tentativo, di sicuro vi divertirete!
See you space raillers!
venerdì, novembre 18, 2005
FINE TRASMISSIONI

Giovedì 17 novembre 2005. Dopo circa un mese, ieri, la televisione italiana ha “vissuto” il suo primo giovedì senza Adriano Cementano. Bene, dopo settimane, dopo mesi, durante i quali lo sport preferito dei detrattori del molleggiato è stata la critica, a volte ridicola, di una trasmissione di qualità, spero caldamente che la loro serata sia stata in pizzeria, al cinema o a teatro. Io, d’altro canto, mi sono trovato a casa mia, sul mio disfatto divano e con un telecomando in mano. RaiUno, luogo del misfatto del ragazzo della via gluck, per migliorare lo standard delle ultime settimane, ha lasciato spazio ad Amadeus, forse uno fra i peggiori presentatori della storia della Tv, solo Mazzocchi può essere peggio. Ah, c’era anche lui. Tanto per andare sul sicuro. E poi? I ragazzi dell’ Isola, ovviamente. RaiDue puntava sul grande cinema. Ma, probabilmente, avevano esaurito le vhs e i divx ed hanno trasmesso Godzilla by america. C’è bisogno di aggiungere altro? RaiTre cercava di rifarsi con una fiction poliziesca italiana. Qui sono sincero, non l’ho mai vista per più di due o tre minuti, potrebbe essere un capolavoro. Ma, se così fosse, sarebbe trasmessa con più attenzione. ReteQuattro ci regalava una novità del “recente” 87. A volte mi chiedo se chi gestisce un palinsesto faccia mai un salto in videoteca, in un negozio di Dvd o in una sala cinematografica. Il cinema non è morto negli anni novanta. Canale Cinque dimostrava che al peggio non c’è mai fine, Elisa di Rivaombrosa 2, che bello! Finalmente qualcosa d’ intelligente, dinamico e…Va bene, basta, ci siamo capiti. Italia Uno con le Iene tentava la via dell’intrattenimento sociale. In questa sede ho già dato una mia opinione sul cambiamento profondo subito dai ragazzi in giacca e cravatta neri. Devo aggiungere che i servizi proposti sono anche ripetitivi, si autocopiano. Che noia…la sette con Stargate, racconta la storia di Annibale; questa sì che è una novità. In seconda serata, Vespa, il calcio, Martelli (ma è sempre stato così piccolo?), Costanzo con Delon (preferisco un depardieu ubriaco che sbiascica sui barbari, che qualsiasi versione del MCShow). Solo un po’ di Edward Norton in “Schegge di Paura” risolleva il mio morale, ma è tardi. Qualcuno, settimana scorsa aveva detto che la pubblicità è lenta, ma se la trasmissione è ancora più lenta, la pubblicità a volte è Rock. Ieri ne avevamo un chiaro esempio.
Beh, non dico che dovrebbe esserci sempre Cementano in TV, lui stesso non ci riuscirebbe, ma è così impossibile trovare un’alternativa al nulla? Penso di sì, penso che sia questa la vera globalizzazione di cui dobbiamo temere gli effetti. Quella del pensiero. Qui mi si potrebbe dire che avrei potuto benissimo spegnere il televisore, prendere in mano un libro e leggere. E’ vero, ma non è questo il punto. Qui si critica la pessima gestione di un mezzo di comunicazione fondamentale. Che da ormai vent’anni è a contatto con tutte le case degli italiani (elettori). Uno strumento che plasma le generazioni, con mode, idoli e pensieri. Rimanere da parte con un libro in mano sarebbe un sospiro di sollievo, ma sarebbe sbagliato. Finché possiamo ciò che non ci piace lo dobbiamo cambiare. O provarci, per lo meno. Altrimenti, ciò che ci rimarrà sarà solo un televisore che ci comanda l’ora di sveglia, la ginnastica mattutina, il cibo, la vita. Orwell non è mai stato così vicino.
Buona visione...YuppiDu!
.
Beh, non dico che dovrebbe esserci sempre Cementano in TV, lui stesso non ci riuscirebbe, ma è così impossibile trovare un’alternativa al nulla? Penso di sì, penso che sia questa la vera globalizzazione di cui dobbiamo temere gli effetti. Quella del pensiero. Qui mi si potrebbe dire che avrei potuto benissimo spegnere il televisore, prendere in mano un libro e leggere. E’ vero, ma non è questo il punto. Qui si critica la pessima gestione di un mezzo di comunicazione fondamentale. Che da ormai vent’anni è a contatto con tutte le case degli italiani (elettori). Uno strumento che plasma le generazioni, con mode, idoli e pensieri. Rimanere da parte con un libro in mano sarebbe un sospiro di sollievo, ma sarebbe sbagliato. Finché possiamo ciò che non ci piace lo dobbiamo cambiare. O provarci, per lo meno. Altrimenti, ciò che ci rimarrà sarà solo un televisore che ci comanda l’ora di sveglia, la ginnastica mattutina, il cibo, la vita. Orwell non è mai stato così vicino.
Buona visione...YuppiDu!
.
Gli arcobaleni d'altri mondi hanno colori che non so
lungo i ruscelli d'altri mondi nascono fiori che non ho.
Gli arcobaleni d'altri mondi hanno colori che non so
lungo i ruscelli d'altri mondi nascono fiori che non ho.
mercoledì, novembre 16, 2005
Dedica
Perchè a volte una giornata può iniziare con una lacrima di dolce malinconia.
Le Nuvole
Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio
Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini c
he giocano a corrergli dietro per tanti metri
Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore
Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più i
l posto dove stai
Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.
Fabrizio De Andrè (1990)
Le Nuvole
Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio
Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini c
he giocano a corrergli dietro per tanti metri
Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore
Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più i
l posto dove stai
Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.
Fabrizio De Andrè (1990)
martedì, novembre 15, 2005
E l'uomo imparò a volare!
Dedico questo post ad un mio amico che, nel week end appena passato, ha cercato di dimostrare a tutti noi che le leggi della fisica non sempre sono corrette. Con grande sprezzo del pericolo e con la mentalità che tutti i boarder hanno nel sangue, quella della sperimentazione, ha quasi dimostrato che l'uomo può volare. Beh, caro aspirante Icaro, tutti i nostri migliori jump saranno dedicati a te, ogni tua ferita sarà interpretata come le tacche sulla carlinga del miglior aviatore e, appena rimessoti, con te riproveremo a volare. Perchè è possibile, ma è necessario pagare dazio qualche volta. Chi non capisce questa piccola differenza, non ha mai provato l'aria fresca sulla faccia ed il vuoto sotto i propri piedi! E noi lo compatiamo....
venerdì, novembre 11, 2005
…. Joan Lui, ma un giorno nel paese arrivo io di Giovedì (lunedì)

Dopo quattro settimane finisce Rockpolitik. Il computo dei danni è enorme: Del Noce sì è dovuto autosospendere per tutta la durata delle puntate (state voi sospesi per quattro ore e poi ritrovarvi il sabato sera a “Ballando con le stelle”); il 2% degli italiani che l’hanno seguito ha cambiato la sua idea politica (giuro, sondaggi del Corriere della Sera alla mano); la R.A.I. ha avuto un netto incremento nel suo personale indice di share (ed ha pensato bene di criticare la sopraccitata trasmissione); Vespa avrà temi di presunta discussione per almeno tutto l’inverno (la Parietti può stare tranquilla); il nuovo tormentone Rock o Lento è quasi ai livelli di presenza degli Amici di Maria De Filippi; Sabina Guzzanti (se possibile) allontana ulteriormente un suo (im)probabile ritorno in TV (forse perché, a differenza di Santoro, non ha pateticamente pianto davanti ad un microfono).
Ma il danno maggiore, forse, sta proprio nella fine di un programma del genere.
Celentano ha trasportato in tv il suo flemma da molleggiato, quella sua capacità di essere grande anche quando ritarda il playback delle sue canzoni. Grezzo, forse, ma diretto. Non si perde in circoli di parole, magari in tempi morti, momenti durante i quali lascia il tempo ai suoi discorsi, di essere percepiti, soppesati, capiti.

Ricorda un po’ il Vasco Rossi di “Gli spari sopra”, con i suoi elicotteri, la città allo sfascio, i ghetti sul palco, una band genialmente rude e fuori dai soliti accompagnamenti (Demo ne devi fare di strada!). Rock. Tutta la trasmissione è rock. Ed ora che è finita non rimane nulla di simile. Striscia la notizia è ormai una versione vanziniana e trash di satira, utile, socialmente impegnata, ma non diretta come Rockpolitick. Le Iene sono un’ombra riflessa di quella cattiva versione degli esordi (senza Volo è un po’ dura, da sempre). Blob rimane l’unico spiraglio decostruttivo e d’intelligente protesta, ma proprio per quello ha un target di nicchia e resiste anche grazie ad un poco comprensibile senso filologico che lega i vari spezzoni. Ma se più di quindici milioni d’italiani l’hanno seguita, mi chiedo, anche commercialmente parlando, perché non farne altre. D’altra parte Celentano non è una novità. Non è certo la sua prima apparizione in RAI o la prima trasmissione provocatoria che realizza. Ogni volta viene alzato un polverone mesi prima che inizino anche solo a concepirla, si minaccia censura a destra e a sinistra. Si scredita il molleggiato in tutti i modi possibili. Faccio un esempio. Ogni anno Libero, il cui direttore io stimo, mette in prima pagina i termini economici con cui la RAI realizza la trasmissione e la percentuale percepita da Adriano. Però mi sembra ci siano questioni economiche più importanti. Come quella citata da Crozza sul digitale terrestre: nessuno ha mai calcolato il reale importo dello stanziamento statale per il decoder, nessuno lo ha mai messo in prima pagina. Stanziamento servito per salvare rete quattro, non giriamoci troppo intorno.
Dunque il coraggio di parlare, il coraggio di mostrare ciò che sembra evidente, che sembra visibile, ma che, in realtà, viene facilmente nascosto, semplicemente, non parlandone.

E, quindi, finalmente arrivò lui Joan Lui. Yuppi Du!
giovedì, novembre 10, 2005
Cose serie

Negli ultimi mesi, oltre ai reality ed al calcio, a Bonolis e la Ventura, altre cose nell’ombra si sono mosse. Per ombra intendo quella parte d’informazione che organizza la divulgazione delle notizie in modo tale che ciò che veramente viene colto dal nostro cervello è la futilità dei sopraccitati intrattenimenti (frase senza virgole da definizione). Beh, in queste parti buie, i nostri politicanti si stanno molto impegnando alla preparazione delle elezioni. Chi per ora è fuori dalla “maggioranza” pensa a come proporre un’identica gestione definendola con termini alternativi o sinonimi, caricandola d’enfasi e manifestanti, denigrando questo e quello, arruolando quello e quell’altro. Autolesionarsi. Non cambiando nulla. Chi nella “maggioranza” c’è, pensa a come creare leggi e finanziarie che pos
sano garantirgli ulteriori introiti, inguaiare chi li sostituirà (e se dovessero essere di nuovo loro?), giustificare le proprie scelte negli ultimi anni, decifrare e tergiversare su contratti fatti in TV contenenti più promesse che speranze, autolesionarsi (l’ho già scritto?). Non creando nulla. Oddio, forse è meglio non pensarci, cercare la DeFilippi su qualsiasi canale e resistere. Il Grande Fratello sta tornando! mercoledì, novembre 09, 2005
Ritorno Sulla Traccia
Dopo molto tempo d’inattività, rieccomi. Dopo qualche mese di silenzio torno all’aggiornamento del mio misero blog, con enorme felicità dei miei lettori: il mio cane, qualche saltuario famigliare e amici che, per pietà (o pìetas?), scorgono qualche post!
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